Dal 1° gennaio 2016 IVA al 4% per le riviste on line

n. 12/2015 | 24 dicembre 2015 | © Copyright | - Legislazione, Annunci | Torna indietro More

Dal 1° gennaio 2016 IVA al 4% (e non più al 22%) per le riviste on line. Gli abbonamenti a LexItalia.it costeranno quindi il 18% in meno. Consigliamo pertanto a tutti i lettori di attivare o rinnovare l’abbonamento dopo il 31 dicembre 2015.


Una delle modifiche di cui si è meno parlato in questi giorni, introdotte dalla legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016), è il diverso regime IVA che sarà applicabile dalla data di entrata in vigore di detta legge (1° gennaio 2016) alle riviste e periodici on line.

Già in occasione della legge di stabilità 2015, l’IVA relativa ai libri elettronici (c.d. ebook) era stata ridotta dall’aliquota ordinaria a quella del 4% prevista per i libri cartacei.

Infatti l’art. 1, comma 667, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015) aveva previsto che: “Ai fini dell’applicazione della tabella A, parte II, numero 18), allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni (che prevede un regime IVA pari al 4%: n.d.r.), sono da considerare libri tutte le pubblicazioni identificate da codice ISBN e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica”.

L’art. 1, comma 367, della legge di stabilità 2016, ha esteso la riduzione dell’IVA (dall’aliquota ordinaria del 22% a quella del 4% prevista per gli ebook) anche ai “giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa .. e periodici” dotati di codice ISBN o, alternativamente, del codice ISSN.

Prevede infatti il citato comma 367 della legge di stabilità 2016 che:

All’articolo 1, comma 667, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) la parola: « libri » è sostituita dalle seguenti: « giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici »;

b) dopo le parole: « codice ISBN » sono inserite le seguenti: « o ISSN »“.

Come al solito si tratta di un modo di legiferare “ad incastro”, che rende criptico il testo della disposizione (sarebbe sempre preferibile, nel modificare una disposizione, sostituirla con un testo coordinato). Tuttavia è chiaro che il regime dell’IVA agevolata previsto in origine solo per i libri cartacei, esteso poi – con la legge di stabilità 2015 – anche ai libri elettronici, è ormai previsto anche – a decorrere dal 1° gennaio 2016 – per i «giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici» elettronici dotati di codice ISBN od ISSN.

Per effetto di tale modifica, dal 1° gennaio 2016, l’aliquota IVA da corrispondere sugli abbonamenti a LexItalia.it (che rientra pienamente nella nuova previsione, trattandosi di un periodico quotidianamente aggiornato – perfino di solito il sabato, le domeniche e le feste comandate – dotato di codice ISSN riportato nella prima pagina) sarà quella del 4% e non più quella del 22%.

A seguito di tale diminuzione, il prezzo dell’abbonamento Standard non sarà più di 488 euro (400 euro + IVA al 22%), ma di 416 euro (400 + IVA al 4%), mentre quello dell’abbonamento Premium singolo non sarà più di 793 euro (650 + IVA al 22%) ma di 676 euro. Ancor più ridotto l’importo dell’abbonamento semestrale, che passa da 256,20 a 218,4 euro e quello degli abbonamenti multipli.

Consigliamo quindi a tutti coloro che intendono attivare o rinnovare l’abbonamento alla presente rivista, di attendere l’entrata in vigore della legge di stabilità 2016.

Alcune riviste on line hanno spinto gli abbonati a rinnovare l’abbonamento entro il 31 dicembre 2015, preannunciando che a partire dal 1° gennaio p.v. sarà applicabile un aumento prossimo a quel 18% che è la differenza tra le due aliquote IVA. In tal modo incamereranno la diminuzione dell’IVA a loro vantaggio e sotto forma di aumento, spingendo comunque gli abbonati a rinnovare presto l’abbonamento.

Noi al contrario, per motivi di correttezza, consigliamo agli abbonati di rinnovare l’abbonamento dopo il 31 dicembre 2015 e manterremo i prezzi degli abbonamenti fermi anche nel 2016, in modo tale che a beneficiare integralmente della diminuzione dell’IVA siano solo ed esclusivamente gli abbonati. Non l’abbiamo fatto prima perchè temevamo che in sede di approvazione da parte del Parlamento, il comma fosse soppresso, trattandosi di una misura che ha dato luogo a perplessità in sede comunitaria.

A tutti i lettori i più fervidi auguri di Natale e di Felice Anno Nuovo (con una aliquota Iva che passa al 22% al 4%).

Giuriconsult s.r.l., 24 dicembre 2015.