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n. 7/2014

Ringraziamento ai moltissimi lettori che hanno aderito, in breve tempo, alla petizione contro
la soppressione delle sedi staccate dei TT.AA.RR.

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Nell’impossibilità di farlo personalmente, trattandosi di svariate centinaia di soggetti, ringrazio pubblicamente tutti coloro (magistrati, professori universitari, avvocati anche dello Stato e funzionari pubblici) che hanno aderito alla petizione contro l’abolizione delle sezioni staccate dei TT.AA.RR.

Nella corrente giornata, il testo della petizione, con tutti i nominativi di coloro che hanno aderito e le rispettive qualifiche sarà trasmesso agli Organi già indicati nel testo della petizione.

Spero ancora in un ripensamento del Governo e del Parlamento, in sede di conversione. Rimango infatti convinto che la prevista soppressione - non accompagnata peraltro da un adeguato studio circa i suoi effetti - sia del tutto irragionevole e comporterebbe lo sconvolgimento dell’assetto della giustizia amministrativa, con conseguente allungamento dei tempi dei processi e con un notevole aggravio di costi per molti cittadini che chiedono giustizia.  Né tali effetti sono compensati da presunti risparmi di spesa, dato che, come già evidenziato, mentre il personale rimarrà lo stesso, l’asserito risparmio derivante dalla soppressioni delle sedi staccate sarà praticamente annullato dalla necessità di reperire nuovi locali per accogliere il personale e le strutture (ivi compresi gli imponenti archivi) delle sedi staccate.

Sotto questo profilo, la previsione di un D.P.C.M. per disciplinare il trasferimento da emanarsi entro il 15 settembre p.v. e cioè 15 giorni prima della definitiva soppressione (prevista per il 1° ottobre) sembra l’emblema dell’improvvisazione con la quale è stata concepita la norma in discorso.

Grazie ancora ai moltissimi lettori che hanno aderito, in poco tempo, alla iniziativa, tesa in ogni caso ad animare un dibattito - anche parlamentare - sull’argomento e a non lasciare cadere sotto silenzio una così rilevante modifica della giustizia amministrativa, che contrasta peraltro vivamente con il progetto disegnato dai nostri Padri costituenti.

Giovanni Virga, 2 luglio 2014.


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