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Cari colleghi,

la curiosità di mettere alla prova il mezzo elettronico mi ha determinato ad attivare una discussione che, se avrà la possibilità di uscire all'esterno delle "sale avvocati" dei TAR, potrà essere di enorme giovamento agli utenti della giustizia amministrativa e, direttamente, anche a noi stessi.

Con il collega Nicola Seminara (e gli rendo la paternità dell'idea) si era pensato che l'istituzione di sezioni stralcio presso i TAR potesse risolvere il problema dell'arretrato.

Il sacrificio che ogni avvocato dovrebbe fare per spostarsi una volta al mese presso un TAR di regione diversa per partecipare all'udienza ed alla camera di consiglio e, poi, stendere la sentenza sarebbe, pari pari, compensato dal fatto che un collega di altra regione deciderà i giudizi ai quali quel legale ha prestato la propria attività difensiva.

L'idea sembra aver avuto un qualche consenso anche tra i Giudici amministrativi e ne è testiminianza l'ospitalità datagli nella pagina di "Italia Oggi" del 4.2.1999 curata dall'Associazione Nazionale Magistrati Amministrativi.

Il Collega Pietro Paterniti, componente del Consiglio dell'Ordine di Catania ha mosso alcuni passi per cercare di introdurre la questione anche a livello parlamentare e, allo scopo, è stato redatto un breve articolato.

I documenti sopra indicati sono allegati a questa e-mail che invio anche alle riviste internet "Diritto e Diritti" e "Lexitalia".

Concludo con una domanda.

E' interesse generale ma anche particolare degli avvocati amministrativisti fare qualcosa per eliminare l'arretrato. La soluzione delle sezioni stralcio potrebbe essere praticabile, perchè non ne parliamo e, ancor più, perchè non cerchiamo di creare un movimento di opinione in questa direzione.

Nicolò D'Alessandro
avv.dalessandro@daisynet.it

 

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SEZIONI STRALCIO

Che la giustizia amministrativa dei Tribunali Amministrativi Regionali abbia avuto successo, ancorchè più volte ripetuto, non è un luogo comune, è un dato numerico.

Se alcuni milioni di cittadini ed istituzioni negli ultimi 25 anni hanno ritenuto di porre una domanda ai Giudici Amministrativi e perché questi sono riusciti a dare, anche se parzialmente, una risposta e l’aspettativa di ricevere risposta (cioè decisioni) e con esse Giustizia è aumentata sempre più.

Sennonché, come una fune che non può essere più lungo di una certa dimensione senza spezzarsi sotto il proprio peso e così non assolve più allo scopo, la giustizia amministrativa di primo grado corre il rischio di non essere più nelle condizioni di dare una risposta in termini di effettiva giustizia per la prevedibile sempre maggiore distanza che intercorrerà tra la data di proposizioni dei ricorsi e le sentenze che sono la naturale e dovuta risposta che gli utenti si attendono.

I tempi determinati dalla statistica per giungere ad una decisione su un ricorso proposto oggi, forse, superano il decennio se appena 400 magistrati circa debbano far fronte all’immane quantità di ricorsi pendenti ed a quelli man mano presentati.

La via finora percorsa di creare canali privilegiati si è dimostrata, in passato, fallimentare (valga per tutti l’esempio del pubblico impiego) ed è, comunque, essenzialmente ingiusta perché fatalmente, aumenta il ritardo di decisione nelle materie non privilegiate.

Potrebbe anche essere vero, come scriveva anni or sono Paleologo, che ogni generazione produce un tal numero di Giudici Amministrativi e non più se, come accade, non tutti i posti messi a concorso per l’accesso alla magistratura amministrativa vengono coperti; ma è certamente ugualmente vero che altre professionalità hanno concorso e concorrono al successo ed all’efficienza della giustizia amministrativa.

Oltre ai dati numerici (numero di ricorsi pendenti e tempi di risposta), in crescita esponenziale negli ultimi anni, un ulteriore elemento si è aggiunto di recente alla crisi del sistema giustizia amministrativa che rischia di farlo esplodere per troppo successo.

Le recenti innovazioni nel riparto delle materie ha visto transitare quella del pubblico impiego dal Giudice amministrativo al Giudice ordinario; ma solo per i giudizi nuovi; quelli riguardanti vicende antecedente al 1° luglio 1998 permangono nella cognizione dei TAR. Si tratta di alcune centinaia di migliaia di giudizi (in Sicilia 20/25 mila). Solo per tali giudizi bisognerebbe impegnare l’intero corpo di magistrati amministrativi per tre-quattro anni:

Ma i TAR hanno acquisito nuove materie, anche molto impegnative, ed è fatale che l’attenzione dei Giudici si fisserà su tali vicende, quanto meno perché "vive", e l’arretrato sarà sempre più un arretrato congelato.

L’eccezionalità del momento impone di attingere a tutte le risorse umane disponibili.

Nulla di nuovo sotto il sole. Si tratta di estendere alla giustizia amministrativa l’istituto delle Sezioni Stralcio, previste per lo smaltimento dell’arretrato in materia di giustizia civile, con gli adattamenti alla peculiarità della giustizia amministrativa ed evitando di incorrere negli errori che ne hanno ritardato l’avvio in quella sede.

Il provvedimento legislativo cui ricollegare l’emergenza è quello di trasferimento del contezioso in materia di pubblico impiego all’AGO. Una delle conseguenze di tale provvedimento è stata quella di sottrarre al TAR la cognizione sulla materia ma solo per il futuro e, a mo' di corollario, di affidare ad un Giudice non più competente la decisione di una massa di decine di migliaia di ricorsi.

Ovviamente, anche a voler fissare ai giudizi pendenti al 30.06.1998, la competenza temporale delle sezioni stralcio la competenza per materia delle medesime, non dovrebbe subire alcuna limitazione onde evitare quel doppio binario che crea sostanziale ingiustizia privilegiando alcune materie a detrimento di altre.

La composizione delle sezioni stralcio, in stretta analogia con la normativa in materia civile dovrebbe affidare la Presidenza ai Consiglieri mentre i giudici aggregati dovrebbero essere reclutati dall’avvocatura.

Stante lo scarso successo del sistema di reclutamento utilizzato per i giudici onorari aggregati nelle sezioni civili il reclutamento presso le Sezioni stralcio dei TAR dovrebbe eseguire vie del tutto diverse, attingendo a professionalità collaudate ma senza creare aspettative di carriera ed affezioni alla carica. Di converso deve assicurarsi il rispetto di rigidi criteri di incopatibilità e un adeguato ristoro economico.

I criteri ipotezzati sono:

Reclutamento tra gli avvocati che, oltre a possedere i requisiti di accesso al concorso per refendario, siano giudicati dai Presidenti dei TAR territoriali e delle Sezioni staccate idonei per la quantità e qualità del contenzioso pendente avanti a quei Tribunali, nomina per un semestre con obbligo di depositare le sentenze entro il semestre successivo;

divieto di nomina per uno o due anni successivi alla scadenza dell’incarico (distaccato per i sei mesi di incarico a rotazioni dalle sezioni ordinarie)…destinazione dei giudici aggregati a TAR di regioni diverse da quelle dove è esercitata la professione e dichiarazione giurata che presso il TAR di destinazione non sono pendenti giudizi ove è svolta la difesa e non saranno attivati giudizi nel biennio successivo. Dichiarazione giurata che, nel biennio successivo, non verrà assunta la difesa neppure per atti di amministrazioni locali della regione del TAR di assegnazione; affidamento di un carico di lavoro (nel semestre) identico a quello dei magistrati di carriera;

retribuzione pari a quella del referendario di prima nomina ed indennità di missione per la partecipazione alle udienze (che potrebbero essere limitate ad una al mese).

Onde evitare che i professionisti più attivi (verosimilmente più impegnate ma anche maggiormente utili) non richiedano di partecipare alle sezioni stralcio la chiamata degli avvocati dovrebbe essere effettuata con "interpello" da parte del Presidente del TAR territoriale il chè, ferma restando la rinunciabilità dell’incarico, dovrebbe ridurre di molto le defezioni.

Criteri oggettivi di scelta sono sempre ipotizzabili ed il sacrificio richiesto al singolo avvocato gioverebbe all’intera categoria e, ancor più, a quanti hanno avanzato una domanda di giustizia e non hanno più tempo per attendere una risposta.

Nicolò D'Alessandro

 

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Le sezioni stralcio presso il giudice amministrativo

 

Art. XX.

I ricorsi in materia di pubblico impiego pendenti alla data del 30 giugno 1998 avanti ai Tribunali Amministrativi regionali sono decisi da sezioni stralcio costituite da un magistrato con qualifica non inferiore a Consigliere, che la presiede, e da due magistrati aggregati, prescelti tra gli avvocati che esercitano da almeno x anni la professione legale presso le giurisdizioni amministrative e che siano iscritti presso ordini professionali in regioni diverse dai Tribunali di assegnazione.

Presso ogni sede regionale o sezione staccata è costituita almeno una sezione stralcio. Alle medesime sezioni potranno essere assegnati ricorsi in materia diversa da quella di cui al comma primo, purché depositati entro il 30 giugno 1998, presso quei tribunali o sezioni staccate che abbiano al 30 giugno 1998 un arretrato pari ad almeno il doppio dei ricorsi introintati nel 1998.

I requisiti per la nomina a Presidente di Sezione stralcio ed a magistrato aggregato sono fissati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri da emanarsi entro sessanta giorni dalla pubblicazione della presente legge Con il medesimo decreto sono determinati il trattamento economico dei magistrati aggregati, la durata massima dell'incarico, le incompatibilità, nel rispetto dei seguenti criteri:

  1. i magistrati aggregati debbono possedere i requisiti per l'accesso al concorso di referendario presso i Tribunali amministrativi ed essere giudicati idonei all'esercizio delle funzioni dal Presidente del Tribunale o sezione staccata presso cui esercitano la professione legale con carattere di continuità,
  2. la nomina a magistrato aggregato è limitata ad un semestre e le decisioni assegnate dovranno essere depositate entro il semestre successivo;
  3. non potrà procedersi a nuova nomina prima di un anno dalla scadenza della precedente;
  4. ai magistrati aggregati dovrà essere assegnato un carico di lavoro identico a quello dei magistrati di carriera, la retribuzione e l'indennità di missione dovrà essere pari a quella dei referendari,
  5. costituisce elemento preclusivo all'assegnazione del magistrato aggregato alla sezione stralcio la pendenza presso il tribunale regionale di assegnazione di ricorsi dal medesimo patrocinati,
  6. al magistrato aggregato è fatto divieto di patrocinare giudizi avanti ai Tribunali Amministrativi regionali presso cui ha svolto le funzioni per un biennio successivo alla scadenza dell'incarico.

Con il medesimo decreto il Presidente del Consiglio è delegato ad emanare le disposizioni necessarie ad assicurare la funzionalità delle segreterie dei Tribunali Amministrativi in dipendenza dell'attivazione delle sezioni stralcio anche mediante il comando o distacco di pubblici dipendenti in esubero o sottoutilizzati negli enti di provenienza.


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